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Il gatto, a differenza del cane, è un animale tendenzialmente solitario, o meglio, non è un animale sociale obbligato, e di conseguenza può vivere tranquillamente da solo, soprattutto se il cibo scarseggia!

Negli ultimi anni questo comportamento solitario è stato tuttavia stravolto, sia grazie alla costituzione delle colonie feline in cui i gatti si abituano a vivere in compagnia di altri loro simili per la costante presenza di cibo facile, che in seguito alla domesticazione maggiore di questo felino, che lo ha “costretto” alla vita domestica, spesso in compagnia di altri suoi simili e comunque in presenza di cibo. Nonostante queste condizioni di vita sociale, il gatto rimane un animale riservato e tendenzialmente poco incline a mille coccole e contatti “eccessivi”.

Come si struttura il territorio di un gatto?

Il territorio del gatto si può dividere in 2 aree, quella di alimentazione, gioco e caccia (home range), e quella strettamente personale, in cui l’animale potrà nascondersi e rilassarsi in pace (area centrale).

Come si comporta il gatto nel suo territorio?

Per poter identificare il territorio, il gatto utilizza una serie di comportamenti che è bene conoscere a fondo, prima di decidere di adottarne o meno uno, proprio per evitare problemi di convivenza, soprattutto all’interno di un’abitazione. Il gatto infatti sarà più territoriale in presenza di altri individui con specifici, proprio per ribadire le distanze e i propri territori di caccia o riposo. Questa delimitazione verrà messa in pratica con comportamenti olfattivi, visivi e tattili, o semplicemente mantenendo delle precise distanze.

Quali sono i segnali di marcatura?

Per delimitare il proprio territorio, il gatto solitamente graffia zone chiave permettendo ad altri individui di vedere già da lontano che questa zona è occupata, oppure effettua marcature con urina, segno olfattivo della sua presenza in quella zona. Altri tipi di “marcatura” sono poi i miagolii, che, a seconda di intensità e tonalità, così come per la nostra voce, possono voler dire molte cose…

Se il gatto marca in casa cosa posso fare?

Se un animale inizia a marcare in casa, ci sono alcuni steps da provare prima di rivolgersi ad un esperto di comportamento felino, che potrà analizzare la casa, l’atteggiamento del nostro amico a 4 zampe e la relazione uomo-gatto, cercando la soluzione più adatta allo specifico caso. Per prima cosa bisogna essere sicuri di aver messo a disposizione del nostro amico uno o più tiragraffi, per permettere la corretta gestione delle unghie e del comportamento correlato; accertarsi di aver permesso all’animale di suddividere il suo territorio in almeno 2 parti nette, lasciandolo sempre tranquillo nella zona prescelta per il riposo; assicurarsi che il gatto goda di buona salute e che le marcature, ad esempio di urina, non dipendano da cistite o altri problemi di salute; utilizzare detergenti neutri, meglio se specifici per animali, per pulire la lettiera o la casa, per evitare odori forti che potrebbero stimolare la marcatura del territorio; aggiungere una lettiera in casa; pulire più spesso la lettiera; provare a cambiare la sabbia utilizzata.

Esistono prodotti per evitare che i gatti marchino?

In commercio esistono molti prodotti “disabituanti” o “repellenti”, che potrebbero essere utilizzati per limitare il comportamento durante la comprensione del problema. Infatti questi spray sono utili per ridurre la marcatura, ma dovremmo anche essere in grado di capire il problema che l’ha generata e risolverlo il prima possibile, così da mantenere un ottimo e sano rapporto con il nostro amico a 4 zampe!

Dott.ssa Paola Zintu, medico veterinario

Il consiglio di Union B.I.O.

Union B.I.O., azienda da anni impegnata nello studio delle piante e dei loro principi attivi, formula No Dog&Cat, disabituante naturale per cani e gatti. Questo spray contiene numerosi principi attivi vegetali utili a neutralizzare l’odore, igienizzare e ridurre la probabilità di nuove marcature grazie a degli oli essenziali fastidiosi per l’animale.

Il prodotto va nebulizzato su una o più zone limitate, in cui non si vuole che l’animale effettui marcature con graffi o pipì, cercando tuttavia di capire nel frattempo, quale sia la causa di questo atteggiamento.

Photo: Faris Algosaibi,Fung0131

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