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Il piretro e i suoi estratti naturali sono stati usati sin dall’inizio del secolo scorso come antiparassitari naturali in agricoltura. Tuttavia la loro elevata fotolabilità (modificabili alla luce) li ha resi poco efficaci per l’economia in rapido sviluppo, portando ben presto alla creazione di prodotti di sintesi chimica, i piretroidi, molto più stabili e persistenti nell’ambiente rispetto al piretro o ai suoi estratti naturali. I piretroidi dunque non sono altro che molecole, ossia principi attivi di derivazione chimica, in grado di riprodurre il meccanismo d’azione del piretro ma in maniera più incisiva e allo stesso tempo più pericolosa.

Qual è il loro meccanismo d’azione?

Queste sostanze agiscono a livello dei canali del sodio della membrana cellulare, andando ad interferire sulla trasmissione dell’impulso nervoso e causando negli insetti la paralisi o la morte. I piretroidi non risultano essere selettivi, e agiscono indistintamente su tutti gli insetti con cui entrano in contatto, e quindi purtroppo anche sugli insetti utili come gli impollinatori (come le api) e i predatori naturali (come le coccinelle).
Questi derivati chimici sono inoltre nocivi per gli  organismi acquatici come pesci, anfibi e rettili, che non dovrebbero entrare in contatto con queste sostanze, ed è proprio per questa ragione che i trattamenti a base di piretroidi non dovrebbero mai essere effettuati nella vicinanza di corsi d’acqua come fiumi o laghi.

Sono pericolosi per l’uomo?

L’azione che i piretroidi esercitano su insetti e mammiferi è la medesima, anche se l’effetto ottenuto sugli insetti è più efficace, poiché gli insetti hanno maggiore sensibilità nei canali del sodio, dimensioni corporee evidentemente più piccole (e quindi necessitano di meno principio attivo), e una temperatura corporea più bassa. Inoltre, vari istituti di ricerca, tra cui il CNR, hanno dimostrato che i mammiferi sono meno soggetti all’azione dei piretroidi, in quanto hanno un limitato assorbimento da parte della pelle, e riescono a trasformare rapidamente le sostanze assorbite, rendendole non tossiche. Tuttavia, alte dosi di queste sostanze possono causare dei sintomi ben evidenti, quali vertigini, mal di testa, nausea, spasmi muscolari, debolezza, perdita di conoscenza e convulsioni anche in uomo, cane e altri animali da compagnia.

Esistono delle alternative?

In natura esistono numerose sostanze utili ad allontanare gli insetti ma con ridotto impatto sull’ecosistema e scongiurando così tutte le conseguenze ad esso correlate. Valutare dunque soluzioni alternative ai prodotti di sintesi chimica, risulta indispensabile al fine di ottenere lo scopo, minimizzando però i rischi.

Photo: Marilylle Soveran

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