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La pelle rappresenta, anche per i nostri amici a 4 zampe, una barriera protettiva nei confronti del mondo esterno e la sua funzionalità è garantita da una serie di buone pratiche e dalle corrette condizioni ambientali.

Prima tra tutte l’alimentazione, che deve essere priva di allergeni, ricca di omega3 e omega6, mai troppo grassa né povera di sostanze utili ai nostri amici. Seconda condizione fondamentale è la persistenza del film lipidico che viene spesso eliminato con l’utilizzo di detergenti troppo aggressivi o prodotti specifici per la pulizia dei nostri animali ricchi però di sostanze come PEG, derivati dal petrolio e parabeni, additivi di recente considerati cancerogeni ed allergizzanti.
Aria aperta ed esposizione controllata al sole sono poi due condizioni essenziali per la buona cura della pelledei nostri amici animali.

Ma quando le difese immunitarie sono compromesse e quelle cutanee si indeboliscono, è più facile che batteri ed altri patogeni, come i funghi, attacchino la pelle e a causino problemi più o meno gravi.

Micosi e dermatofitosi, conosciamole meglio

Per micosi si intendono tutte le “malattie” causate dai funghi (miceti). Pochi di essi sono in grado di dar fastidio e ancor meno di creare una reale patologia ai nostri animali o all’uomo stesso. Essi possono interessare solo la pelle, e si parla di micosi cutanee o superficiali (solo i peli), o addirittura tutto l’organismo creando delle patologie più complesse e gravi dette micosi sistemiche o profonde. Le micosi superficiali sono chiamate anchedermatofitosi e sono condizioni abbastanza frequenti nel cane, nel gatto e negli altri animali da compagnia (conigli etc…). I funghi responsabili, chiamati per l’appunto dermatofiti, appartengono principalmente ai generiMicrosporumTrichophyton ed Epidermophyton. Essi infettano le strutture cheratiniche superficiali come pelle e peli, ma possono invadere il tessuto sottocutaneo causando infezioni più profonde. Le loro spore sono in grado di resistere per tempi estremamente lunghi nell’ambiente rimanendo infettanti e quindi contagiose (a condizioni climatiche favorevoli le spore resistono mesi o anni).

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Spore di Microsporum canis, fungo che causa la tigna

La tigna nel cane e nel gatto, una dermatofitosi molto comune

La dermatofitosi più comunemente diagnosticata ai nostri animali domestici, conigli inclusi, e all’uomo è la tigna, causata da funghi appartenenti al genere Microsporum spp.. Questi funghi possono essere trasmessi dagli animali all’uomo ma anche dall’uomo agli animali! La tigna è responsabile di lesioni tondeggianti senza pelo, spesso a margine rialzato, più o meno pruriginose. Se riconosciuta in fase di esordio, la sua progressione e diffusione è facilmente contenibile. L’importante è garantire il benessere dell’animale e stimolarne le difese immunitarie per far si che anche l’animale reagisca all’agente patogeno.

Le micosi rappresentano delle Zoonosi, ossia patologie trasmissibili dagli animali all’uomo, ma la trasmissione avviene principalmente in persone con sistema immunitario deficitario o sottoposte a periodi di stress e di conseguenza più vulnerabili.

Il contagio può avvenire sia per contatto diretto che per contaminazione ambientale (materiale infettato con le spore). Non è detto che la tigna nel proprietario sia collegata al suo animale, spesso accade infatti che il proprietario la contragga al di fuori della casa e la trasmetta poi al suo animale.

In animali sani, le forme cutanee si risolvono spesso da sole.
Nel cane le lesioni causate da questi “funghi” sono spesso tondeggianti e prive di pelo, quindi facilmente riconoscibili. Nel gatto invece, che può anche comportarsi da portatore sano veicolando il fungo senza però presentarne i sintomi, le lesioni sono molteplici e di difficile identificazione. La tigna nel gatto si presenta solitamente con caduta o rottura del pelo, con lesioni a margine spesso frastagliato che possono interessare facilmente i tessuti profondi.
Le lesioni sono spesso pruriginose, possono arrossarsi, essere ricoperte da croste e forfora.

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Sintomi della Tigna

 

La tigna: diagnosi e terapia

La diagnosi è facile là dove si presentano lesioni classiche tondeggianti e dove il proprietario manifesti già una sintomatologia più o meno conclamata (nell’uomo la tigna inizia con delle piccole lesioni rosse simili a brufoli ma pruriginose, per poi allargarsi e divenire circolari con margini rossi e zona centrale bianca e forforacea). La diagnosi nello specifico prevede comunque l’esame con la lampada di Wood che evidenzia con fluorescenza però solo alcuni funghi e in circostanze particolari, l’esame microscopico diretto del pelo e l’esame colturale la cui risposta richiede alcuni giorni.

La terapia consiste, per la medicina tradizionale, nell’utilizzo di farmaci antifungini per via sistemica (di solito per bocca) e/o per applicazioni topiche (sulla pelle). Tuttavia numerosi studi (vd. bibliografia) evidenziano l’importanza di alcuni oli essenziali – ricavati da piante come timo, origano, iperico, coriandolo, camomilla, albero del tè ma anche aloe, cedro, olmo e molti altri – nella terapia naturale di tali patogeni, efficaci ma non aggressivi verso un organismo già debilitato.

Nel trattamento di tali micosi è necessario inoltre prestare attenzione al sistema immunitario dell’animale, alle condizioni esterne in cui esso vive, agli stress a cui è sottoposto e alle possibili malattie concomitanti. Non si può infatti tralasciare il benessere e il sistema immunitario dell’animale nella terapia delle dermatofitosi poiché i funghi sono patogeni opportunisti che aggrediscono individui debilitati, per cui la loro eliminazione tramite farmaci specifici non può prescindere dall’individuazione della patologia sottostante o della causa scatenante (per esempio cambi di ambiente o introduzione di nuovi animali). Ecco perché è importante garantire all’animale un’alimentazione sana, ricca di vitamine (soprattutto A, C, E), sali minerali (come selenio, zinco e cromo) ed oligoelementi, evitare stress e potenziare il sistema immunitario dell’animale nel caso di terapie farmacologiche importanti. Considerando la persistenza delle spore, risulta anche necessario effettuare unabuona pulizia dell’ambiente e degli oggetti potenzialmente contaminati.

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In caso di lesioni sospette si consiglia di recarsi sempre da un medico veterinario senza eccessivo allarmismo poiché le dermatofitosi sono patologie facilmente trattabili con un minimo di attenzione e buon senso! Per le terapie alternative è comunque importante rivolgersi ad un professionista rinunciando al “fai da te” per evitare eventuali effetti nocivi da sovra dosaggio o il fallimento della terapia per sotto dosaggi o cattive associazioni.

Medico Veterinario Paola Zintu
Approvato da CTS UNION B.I.O.

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