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La displasia dell’anca nel cane è una condizione molto frequente; molto spesso i nostri amici a 4 zampe presentano problemi a camminare, a salire le scale o a saltare in macchina e addirittura hanno difficoltà evidenti nell’inseguire una pallina di corsa.

Come facciamo a sapere di che problema si tratta?

Sicuramente se un animale presenta una qualsiasi difficoltà nel movimento, è necessario rivolgersi ad un medico veterinario, per valutare il problema, la gravità e gli eventuali trattamenti da effettuare per risolvere o gestire questa difficoltà.

Cosa si intende per displasia?

La displasia è un deficit articolare che può interessare l’anca (articolazione coxofemorale) ma anche il gomito (articolazione omero-radio- ulnare). Per quanto riguarda la displasia dell’anca, che è la più frequente, il problema è causato dalla malformazione della testa del femore, che non si adatta in modo idoneo alla cavità del bacino che dovrebbe accoglierla permettendone il movimento. Questa malformazione provoca dei danni molto gravi alle cartilagini articolari, esitando in disfunzioni del movimento delle zampe e del bacino, con dolore e sbandamento molto evidente nelle fasi più avanzate.

Può colpire tutti i cani?

Certamente si, la displasia può interessare tutti i cani, anche non di razza, soprattutto se di taglia media e grande. Esistono comunque delle razze particolarmente predisposte, per cui è sempre consigliata la scelta di famiglie esenti da displasia, per evitare di incentivare la riproduzione di individui portatori e purtroppo in grado di trasmettere ai propri cuccioli la predisposizione a tale patologia che può notevolmente ridurre la qualità di vita degli animali. Tra le razze più predisposte sono sicuramente da citare il pastore tedesco e il labrador, anche se la patologia è molto frequente in boxer, cocker e in molte altre razze.

Come si diagnostica?

La patologia si rende evidente già nei primi mesi di vita del cucciolo, infatti l’insorgenza è massima tra i 4 e i 12 mesi di vita, anche se non si escludono casi più tardivi, intorno ai 2 anni di età. Ai primi sintomi di zoppia, deambulazione difficoltosa, corsa a coniglio (con le zampe accoppiate), difficoltà varie nel salire in macchina o nel fare le scale, sarà importante portare il nostro amico peloso dal veterinario, dove verranno effettuate delle manipolazioni utili a provare le difficoltà di movimento dell’articolazione, e ad escludere altre patologie concomitanti, per poi effettuare una conferma diagnostica con delle radiografie sotto sforzo articolare, per le quali è necessario rivolgersi a degli ambulatori veterinari autorizzati. A seconda del quadro riscontrato con le manipolazioni e le radiografie, la displasia dell’anca può essere classificata per gravità in normale, leggera, media o grave.

Che terapie si possono effettuare?

Le terapie approcciabili sono la conservativa, la farmacologica e/o la chirurgica, a seconda dell’età dell’animale, del suo stato di salute e delle possibilità dei proprietari, essendo l’approccio chirurgico abbastanza costoso. La terapia conservativa prevede la riduzione del peso dell’animale, un cambiamento del suo stile di vita eliminando gli sforzi brevi e acuti, preferendo camminate lente e frequenti e ancor meglio il nuoto anche presso centri di fisioterapia veterinaria. La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di farmaci antinfiammatori e per fortuna ad oggi, di prodotti naturali utili a mantenere in salute le cartilagini e a garantire una buona azione antinfiammatoria ed antidolorifica senza gli effetti collaterali dei farmaci, utili invece negli stadi molto gravi. Tra gli integratori naturali sono sicuramente di ottima scelta prodotti a base di cozza verde o olio di krill puro, ricchi di omega3 con forte azione antinfiammatoria, ma anche di fitoterapici come la Boswellia, indicata per la sua grandiosa azione antinfiammatoria, o l’Artiglio del diavolo come componente utile alla riduzione del dolore.
Queste terapie per bocca possono essere coadiuvate dall’utilizzo di prodotti ad azione locale, con ridotti effetti collaterali e minor stress per l’animale.
La terapia chirurgica prevede vari tipi di intervento, alcuni palliativi (come l’amputazione della testa del femore), altri ricostruttivi (per allineare al meglio l’articolazione), ad altri ancora sostitutivi (come ad esempio la protesi d’anca).

Il mio cane può vivere bene anche con la displasia?

Certamente la displasia d’anca è una patologia grave, ma fortunatamente ad oggi esistono molti comportamenti utili alla riduzione della progressione della malattia e al mantenimento di una buona qualità di vita. In caso di diagnosi di displasia, è consigliato somministrare ciclicamente ma per tutta la vita dell’animale degli integratori naturali a base di cozza verde o olio di krill, alternandoli, a seconda dell’eventuale presenza di dolore, ad integratori con principi vegetali antinfiammatori/antidolorifici naturali, nonché prenotare dei corsi di nuoto o di fisioterapia veterinaria per aiutare l’animale a ridurre la progressione della malattia e mantenere il suo peso forma con l’aiuto magari di una alimentazione bilanciata e poco grassa!

Dott.ssa Paola Zintu, medico Veterinario

Union B.I.O. consiglia l’utilizzo di TRAUMA DOG, un gel tutto naturale a base di Arnica, Acacia ed Artiglio del diavolo. Essendo un prodotto naturale, Trauma dog può aiutarci nella gestione quotidiana del nostro animale, in presenza di gonfiori e dolore. L’artiglio del diavolo è una pianta nota per le sue proprietà antidolorifiche, mentre l’Arnica per la sua potente azione antinfiammatoria in grado quindi di alleviare dolori articolari e post traumatici.

Photo: Ajith Kumar

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