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L’eliminazione inappropriata dei bisogni e la marcatura, sono tra i sintomi più presenti nelle patologie comportamentali del gatto e di conseguenza uno dei motivi più frequenti per un consulto da parte di un medico veterinario comportamentalista.

Cosa si intende per eliminazione inappropriata, marcatura ed eliminazione?

Per eliminazione inappropriata si intende l’emissione di urina al di fuori della cassetta igienica. Normalmente il gatto scava nella sabbia con le zampe anteriori, urina stando accucciato e poi, dopo aver annusato, ricopre il tutto sempre con le zampe anteriori. Se il nostro amico a quattro zampe urina al di fuori della cassetta, ma lo fa su una superficie orizzontale con una sequenza comportamentale corretta o alterata, si parla di urinazione inappropriata.

Per marcatura urinaria invece si intende l’eliminazione di urina non correlata allo svuotamento fisiologico della vescica, ma mesa in atto con lo scopo di lasciare un messaggio visivo e olfattivo ai conspecifici o ai soggetti di altre specie. Questa abitudine è più frequente nei maschi, ma può essere riscontrata anche in individui di sesso femminile, e rappresenta un comportamento normale.

L’eliminazione viene fatta su un substrato verticale, e prevede che il gatto, una volta trovato il punto adatto, rimanendo in stazione quadrupedale, effettui la marcatura mentre la coda vibra.

Quali sono le cause di tali comportamenti?

Questi due tipi di comportamenti possono essere messi in atto sia in modo patologico che per cause organiche (insorgenza improvvisa) e non correlati quindi a modificazioni ambientali o familiari, nè ad episodi accaduti in passato.
Tutte le patologie comportamentali, se caratterizzate da uno stato fobico, ansioso o depressivo, possono presentare questi sintomi. Le cause di queste patologie possono essere trovate in un’alterazione dell’omeostasi del nostro micio, oppure a cambiamenti dell’ambiente, a limitazioni dello spazio, o ancora più frequentemente alla convivenza con altri gatti. Anche l’invecchiamento può causare questi sintomi.

Quali patologie possono causare questi comportamenti?

Tra le patologie comportamentali che possono causare questi sintomi ci sono sicuramente la sindrome da privazione, l’ansia da coabitazione o da luogo chiuso, fino alle modificazioni del territorio dell’animale.

Scopriamo qualcosa in più su queste patologie

La sindrome da privazione è l’alterazione dell’omeostasi di un individuo cresciuto nei primi mesi di vita in un ambiente poco stimolante rispetto al luogo dove poi andrà a vivere. Questa differenza può rendere difficile l’adattamento del gatto al nuovo e meno stimolante ambiente.
L’ansia da coabitazione è uno stato ansioso sviluppato in gatti che vivono nello stesso ambiente, all’arrivo di un nuovo individuo, oppure quando un gatto raggiunge la maturità sessuale, o ancora quando viene reintrodotto un gatto dopo un periodo di assenza.
L’ansia da modificazione del territorio è invece uno stato ansioso sviluppato dal gatto in seguito a modificazioni del territorio, come accade durante il cambio di casa, un trasloco, in seguito alla chiusura di alcune stanze o a modificazioni dell’arredamento, ecc..
L’ansia da luogo chiuso infine è uno stato ansioso che può interessare gatti che vivevano in un ambiente esterno, e che vengono poi costretti a vivere in appartamenti o in spazi limitati, in assenza del soddisfacimento delle proprie esigenze etologiche e comportamentali.

Queste problematiche possono essere causate da comportamenti del padrone?

Tra le cause di eliminazione inappropriata esistono anche cause di tipo gestionale, quali l’utilizzo di una lettiera non adatta, un numero insufficiente di cassette, la posizione della cassetta sbagliata o la lettiera sporca. Alle prime manifestazioni comportamentali, la causa è sicuramente gestionale, ma col passare del tempo si può innescare nel gatto uno stato ansioso che lo porterà verso un vero e proprio comportamento patologico. Un’altra causa è un apprendimento non corretto da parte del gattino dell’uso della lettiera, o perché orfano, oppure per carenze educative da parte della madre. In questo caso anche la sequenza comportamentale è alterata (il gatto non scava o non copre).

Cosa posso fare?

Quando si presentano questi problemi, è fondamentale fare il prima possibile una visita comportamentale per emettere una corretta diagnosi ed iniziare una terapia adeguata. L’intervento terapeutico si distingue in feromonale, nutraceutico, farmacologico e comportamentale. Fondamentale è associare a questa base terapeutica una corretta terapia comportamentale, atta a ridurre le cause stressogene e accrescere la capacità di adattamento del gatto. La terapia comportamentale può essere effettuata con modificazioni dell’ambiente in cui vive il soggetto (arricchimento ambientale) e modificazioni della relazione, cercando di ridurre il disagio nel gatto e costruire una sicurezza emotiva.

Dott. Luca Calderisi, Medico Veterinario esperto in Medicina Comportamentale

Photo: Thryn

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