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Il cane è un animale sociale, ovvero necessita di una vita di relazione intensa sia con i propri simili sia con l’essere umano. Comunicare è quindi indispensabile perché questa vita, ricca di contatti e di relazioni, si svolga in modo fruttuoso ed il più possibile pacifico, mantenendo l’integrità del nucleo sociale. Non sorprende perciò che il cane sia un abile comunicatore, anche se, rispetto al lupo da cui deriva, possiede un repertorio comunicativo a volte più limitato.

Abbiamo di sicuro tutti in mente l’immagine di un lupo e senza dubbio potremmo chiaramente capire dalla posizione delle orecchie e della coda, dal pelo (più o meno sollevato), dall’esposizione dei denti e dallo sguardo (più o meno offensivo), quali siano le sue intenzioni.

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Per il cane, o meglio per alcuni cani di certe razze, comunicare non è pero semplice: la selezione umana ha modificato alcuni aspetti della loro morfologia, limitandone le possibilità comunicative. Orecchie e code, fortunatamente non più amputate, sono state modificate nella forma e rese meno comunicative: è impossibile per un Labrador sollevare le orecchie e ruotarle in avanti o per un Carlino muovere la coda in segno di saluto… In alcuni animali poi, il pelo, molto folto, copre gli occhi ed impedisce di vedere lo sguardo del cane, per non parlare, infine, del muso, incapace, in alcune razze come ad esempio il Bull-dog, di esprimere una qualsiasi mimica facciale.
Nonostante questi handicap, il cane riesce comunque a farsi capire bene dai propri simili e dall’essere umano qualora ne conosca le caratteristiche essenziali del comportamento.
Un cane aggressivo e sicuro di sé si mostrerà ben piazzato sugli arti, con le orecchie e la coda erette (sempre che le abbia…), con uno sguardo deciso e un arricciamento della pelle del naso che accompagna, spesso, l’emissione di un ringhio sordo.

 

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Un cane insicuro, ma non per questo meno pericoloso poiché spesso la paura è la molla che spinge all’aggressione, cercherà di sembrare il più piccolo ed inoffensivo possibile, flettendo gli arti, abbassando le orecchie e piegando la coda in mezzo alle zampe. Messo alle strette un cane spaventato potrà anche aggredirci, qualora non veda altra via di salvezza e l’aggressione sarà molto grave per la forte agitazione di cui è preda l’animale. Ma prima di arrivare all’aggressione il cane emetterà tutta una serie di segnali per avvertirci del suo crescente disagio. Troppe volte purtroppo l’uomo non è consapevole di ciò che sta accadendo ed è incapace di cogliere questi chiari segni di stress e paura. Non ci si accorge quindi che il cane si lecca il naso insistentemente, che distoglie lo sguardo e gira la testa o che addirittura è così fortemente spaventato da muovere solo gli occhi per controllare ciò che accade, facendo balenare quella porzione di colore bianco del globo oculare, solitamente coperta dalle palpebre.
Tutti questi segnali ed altri ancora indicano uno stato di insicurezza dell’animale di fronte al quale la persona dovrebbe reagire con calma, evitando un approccio troppo diretto ed invasivo.

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Altre volte il cane manifesta la gioia della relazione: le feste al ritorno del proprietario sono il classico caso in cui il cane comunica il piacere di ritrovare un membro importante del suo nucleo sociale. In queste circostanze è sicuramente la coda il mezzo espressivo più utilizzato, mossa ampiamente su un piano quasi orizzontale ed accompagnata, nei suoi movimenti, dall’emissione di abbai e guaiti.
Anche la comunicazione vocale è molto utilizzata dal cane. Alcune razze (vedi il barboncino) sono instancabili abbaiatori e manifestano con questo suono una molteplice gamma di emozioni: gioia, frustrazione, ansia, aggressività possono essere veicolate con un abbaio che avrà tonalità diverse a seconda dei casi. Altri suoni emessi dal cane sono il già citato guaito che può spesso essere una richiesta di attenzioni, l’ululato ed il ringhio, frequentemente utilizzato non solo come segnale aggressivo ma anche nel gioco.

Infine due parole sulla vista del cane: le capacità visive di questo animale sono migliori delle nostre per quanto riguarda la visione in condizioni di scarsa illuminazione ma più limitate nella visione dei colori.
Il cane infatti non percepisce né il rosso né il verde che vede rispettivamente come una gradazione di giallo e come un bianco grigiastro. Ottima invece è la percezione del blu–violetto. Di queste particolarità dovremmo tener conto nella scelta dei giocattoli e delle attrezzature di addestramento.

Angelo Gazzano
Dipartimento di Scienze Veterinarie
Università di Pisa
Approvato da CTS Union B.I.O.

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