Igiene orale: come prendersi cura della bocca dei nostri amici a 4 zampe

Igiene orale: come prendersi cura della bocca dei nostri amici a 4 zampe

La bocca dei nostri amici a 4 zampe è, al pari della nostra, una struttura complessa ed estremamente importante per la vita di tutti i giorni e,  in quanto tale, la sua cura è di fondamentale importanza. All’interno della bocca risiedono le gengive, spesso soggette ad infiammazione e ad infezione, i denti, fondamentali per la prensione e la masticazione del cibo, la lingua, struttura prensile ed anche sede delle papille gustative, responsabili della percezione del gusto, diverso in tutte le specie, ma comunque sempre presente e fondamentale, assieme all’olfatto, nella selezione dell’alimento. Perché ci laviamo i denti tutti i giorni? Ogni volta che mangiamo, residui di cibo si depositano nella nostra cavità orale, provocando un aumento della carica batterica e spesso un cattivo odore dovuto alle fermentazioni. I batteri presenti nella cavità orale tendono, a lungo andare, a provocare la formazione di placca ed in seguito tartaro, causando non solo il cattivo odore, ma anche processi più o meno gravi che spesso pregiudicano la nostra salute, al pari di quella dei nostri amici animali, come gengivite, retrazione del colletto gengivale, ascessi, stomatiti ecc… Con la pulizia quotidiana dei denti attraverso l’utilizzo di spazzolino, filo interdentale e colluttorio, tutti i giorni eliminiamo i resti di cibo e riduciamo i batteri nella nostra bocca, rendendola un luogo sano e funzionale! Da cosa dipendono i disturbi orali? Le principali patologie correlate al cavo orale sono dovute alla formazione di placca e tartaro, con conseguente infiammazione gengivale e problemi più o meno gravi che ne possono derivare. Spesso si pensa che la formazione di placca sia strettamente correlata al cibo mangiato dall’animale, il...
Dermatite atopica del cane: una sfida di non facile gestione

Dermatite atopica del cane: una sfida di non facile gestione

Quando ci si trova a fronteggiare patologie dermatologiche cutanee dei nostri Amici è spesso difficile: i segni clinici sono evidenti, spesso il nostro cane o gatto si gratta e magari perde anche il pelo e diventa un piccolo mostriciattolo. Possono comparire cattivi odori ed essudazioni e certo, anche questo non aiuta. Nel caso della dermatite atopica del cane questo è doppiamente vero: il prurito spesso è intenso tanto che diagnosi e terapia assumono spesso carattere di vera e propria corsa contro il tempo. Ma cosa è la dermatite atopica canina (DA)? La DA viene definita come una malattia dermatologica su base infiammatoria allergica, pruriginosa, caratterizzata da una reazione ad allergeni ambientali. Anche se non si hanno dati precisi, si stima che circa il 10-20% dei cani affetti da una malattia dermatologica abbiamo una DA. Alcune razze di cani sembrano predisposte alla DA: Shar pei e Bulldog francese sono fra i più colpiti, ma anche Boyer, Labrador, Golden retriever, Westie e Shihtzu. Gli allergeni più comunemente riscontrati sono acari della polvere, muffe e pollini. Come si presenta? Beh, un cane con DA può avere sintomi molto variegati, ma quelli più comunemente riscontrati sono prurito fin dalla giovane età (la maggioranza dei cani atopici ha i primi sintomi sotto i 3 anni di vita); infezioni cutanee e auricolari ricorrenti; sintomi di rinite o congiuntivite; dermatiti stagionali o comunque con un picco di prurito legato ad una determinata stagione dell’anno; interessamenti bilaterale con eritema soprattutto del muso e dei padiglioni auricolari. La diagnosi di atopia non è particolarmente facile e si basa su passaggi di esclusione di altre possibili cause di prurito e lesioni simili, prime fra tutte le cause parassitarie (acari della rogna, pulci). Alcuni parassiti poi...
ULCERE ORALI NEL GATTO, UNA PATOLOGIA MOLTO COMUNE

ULCERE ORALI NEL GATTO, UNA PATOLOGIA MOLTO COMUNE

Le ulcere orali del gatto sono lesioni che si riscontrano frequentemente nel cavo orale di questi animali. Le patologie del cavo orale nel gatto rappresentano uno dei principali motivi di visita veterinaria. Le condizioni che possono affliggere la bocca sono diverse, tanto che spesso si utilizza il termine di “stomatite felina”, proprio per indicare, genericamente, una infiammazione dolorosissima delle gengive e della mucosa orale che può colpire i gatti di ogni età. Le cause che determinano la stomatite felina sono molteplici, mentre la sintomatologia è pressoché la stessa: alitosi, difficoltà ad alimentarsi, scialorrea (ipersalivazione) e riluttanza ad aprire la bocca. Ulcere orali: cosa sono e quali sono le cause principali Le ulcere orali, anche dette afte, sono delle erosioni circoscritte, caratterizzate da lenta capacità di cicatrizzazione e quindi guarigione. Una delle cause più comuni di ulcere orali è il Calicivirus, un RNA virus che si localizza a livello delle vie aeree superiori del gatto. Esistendo almeno 40 ceppi diversi di Calicivirus che differiscono per virulenza, si capisce come anche la gravità della malattia possa variare in modo significativo. I sintomi tipici di Calicivirosi sono starnuti, afte che si localizzano tipicamente a livello di lingua, palato, gengive o naso, febbre, letargia. In alcuni casi la presenza di ulcere dolenti a livello di cavo orale, può essere l’unico sintomo presente. Afte a livello di cavità orale del gatto, possono essere anche dovute ad una grave insufficienza renale cronica; in questo caso si parla di ulcere uremiche, proprio perché la causa è l’alto livello di tossine uremiche che si accumulano nel sangue a causa del ridotto funzionamento dei reni. Cosa fare in...
Orecchie e otite negli animali, la prevenzione è la miglior cura

Orecchie e otite negli animali, la prevenzione è la miglior cura

L’otite negli animali è un processo infiammatorio che interessa l’orecchio, organo della percezione del suono e struttura fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio. Questo processo infiammatorio colpisce più frequentemente l’orecchio esterno che è la parte più esposta e quindi più facilmente aggredita dagli agenti esterni. Le otiti esterne possono aggravarsi facilmente causando patologie più gravi e più difficilmente curabili. Orecchio sano e orecchio malato Un orecchio sano è un orecchio abbastanza pulito, con pelle di colore rosa, senza secrezioni o materiale in eccesso, senza odori particolari e che non provoca dolore al tatto o alla pulizia periodica. L’animale interessato dall’otite presenta invece un’eccessiva quantità di cerume di colore variabile, a volte materiale biancastro purulento, odore sgradevole, pelle arrossata o bianca/nerastra, dolorabilità al tatto, scuotimento frequente della testa o atteggiamento pendente da un lato, a volte prurito intenso. Ma perché viene l’otite? L’otite può essere predisposta da fattori fisiologici come per esempio canali uditivi troppo stretti, eccessiva presenza di peli o orecchie pendule che permettono un maggior sviluppo di umidità e creano un ambiente idoneo allo sviluppo di patogeni. Le cause principali sono una cattiva o eccessiva igiene con utilizzo di prodotti non idonei, problemi alimentari, allergici, parassitari o batterici. Cosa fare se il nostro animale presenta un otite? Se il nostro cane o il nostro gatto presentano sintomi tipici dell’otite, è necessario rivolgersi subito ad un veterinario, per valutare la tipologia di patologia e le cure più appropriate al caso, che verranno decise dopo aver studiato l’anamnesi, osservato l’orecchio ed analizzato il materiale in esso contenuto. La prevenzione è sempre la migliore arma! Una corretta igiene dell’orecchio con prodotti in parte oleosi,...
Come dormire bene, ma non solo: la camomilla comune

Come dormire bene, ma non solo: la camomilla comune

La Matricaria camomilla o Matricaria recutita è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Asteracee, con fusto eretto e ramificato, alta fino a 50 cm. Possiede foglie particolari bipennate di un verde intenso e spartite in lacinie sottili. Il fiore, ermafrodita a classica margherita, è lungamente peduncolato con cuore giallo intenso e petali bianchi che, a fine fioritura, sono rivolti verso il basso. La sua impollinazione avviene grazie al lavoro dagli insetti! E’ molto simile alla camomilla romana (Anhtemis nobilis) che non si trova invece allo stato spontaneo, ma solo coltivata, e possiede dei fiori più grandi con maggiore forza aromatica. I frutti sono dei piccoli acheni ovoidali contenenti un unico seme. E’ diffusa in tutta Italia e si rinviene facilmente nei prati, lungo viottoli o muri di campagna, nei campi di cereali come infestante, soprattutto in zone asciutte. La droga: se ne utilizzano i capolini fiorali raccolti alla sera in giorni asciutti di luglio e agosto. I capolini andrebbero raccolti con le dita prediligendo quelli più profumati ed evitando quelli in stadio più avanzato e maturo. I principi attivi si estraggono dal fiore sottoposto ad essiccazione subito dopo la raccolta. Principi attivi: camazulene blu che vira al bruno alla luce, flavonoidi, cumarina, acidi grassi, glucosidi, potassio, vitamina C. Olio essenziale: il suo olio essenziale, ottenuto per distillazione dai capolini, ha un tipico colore bluastro grazie all’elevata concentrazione di azulene, che lo distingue da olii falsi o non puri con meno proprietà! E’ un olio molto costoso e può essere utilizzato esternamente per bagni, irrigazioni, impacchi e massaggi cutanei, ma anche sotto forma di toccature sulle gengive o...
CANE e GATTO, UNA GIORNATA ALL’INSEGNA DEI SENSI

CANE e GATTO, UNA GIORNATA ALL’INSEGNA DEI SENSI

Il mondo non appare uguale a tutti gli esseri viventi che lo popolano. Se potessimo per un attimo diventare un cane o un gatto, sperimenteremmo una grande emozione per la diversità che troveremmo nelle cose che ci circondano, rispetto a quanto siamo soliti provare. Come scimmie evolute e senza (o quasi) peli vediamo il mondo che ci circonda ricco di colori, suoni e profumi ma ben poca cosa sono le nostre capacità sensoriali rispetto a quelle, molto più sviluppate degli animali, anche di quelli (come cane e gatto) che la domesticazione ha reso meno capaci di percepirli. Comunque, per quanto l’uomo abbia fatto per ridurre le capacità sensoriali degli animali domestici e renderli quindi più tranquilli in ambienti ricchi di stimoli per i quali la natura non li aveva preparati, essi sono sempre di gran lunga superiori alla nostra specie nel rilevare odori, comunicare chimicamente e percepire suoni. Un mondo fatto di odori! Se per un attimo diventassimo cani, ci accorgeremmo che questo nostro mondo è più ricco di odori che di colori e apprezzeremmo, una volta ritornati umani, la fortuna che abbiamo di non riuscire a percepirli. Il cane infatti ha un epitelio olfattivo molto sviluppato, grande, se disteso su una superficie piana, quasi quanto una pagina di quaderno, infinitamente maggiore del nostro che, a mala pena, raggiunge le dimensioni di un francobollo. Non stupisce quindi che il cane possa rilevare la presenza di 1 mg acido butirrico (uno dei componenti più “odorosi” del sudore umano) in 100 milioni di metri cubi d’aria. Fortunatamente non abbiamo un naso così “fino” altrimenti il viaggio quotidiano in autobus diventerebbe un’impresa...

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Dog with envelope.